Le cause dell’alitosi

· 4 settembre 2018
Nel caso in cui questo problema sia causato da una malattia, il modo di risolverlo dipenderà dal successo del trattamento della malattia e dalla sua causa, poiché ci sono due tipi di alitosi: orale ed extraorale.

L’alitosi, anche nota come alito cattivo, è l’insieme di odori sgradevoli che vengono emessi dalla bocca. Se le cause dell’alitosi non provengono da malattie, può essere eliminata con un’igiene orale regolare e accurata.

L’alitosi orale proviene dalla stessa cavità orale ed è principalmente dovuta all’accumulo di placca batterica sulla lingua. Tuttavia le cause dell’alitosi possono essere anche altre, come problemi parodontali, carie, vizio del fumo.

Quando l’alitosi ha origine al di fuori della cavità orale, viene chiamata alitosi extraorale. È principalmente dovuta a disturbi sistemici, del tratto respiratorio superiore/inferiore, dell’apparato digerente e a malattie epatiche o renali. Questa corrisponde alla minoranza dei casi.

Caude dell'alitosi

Cause dell’alitosi

L’alito cattivo di origine orale, di solito deriva da processi di putrefazione causati da batteri. I batteri provocano processi metabolici sulfurei che sono una delle vere cause dell’alitosi. Le ragioni di questo cattivo odore sono, per esempio:

  • Malattie del parodonto e dei denti: malattie, quali ad esempio, gengiviti, carie, possono anche essere responsabili dell’alitosi.
  • Igiene insufficiente degli spazi interprossimali e delle tasche gengivali: i microrganismi possono stabilirsi senza ostacolo negli spazi interprossimali, nei denti leggermente rotti e, soprattutto, nelle tasche gengivali infette.
  • Detriti batterici e residui di cibo sulla lingua: la superficie ruvida della lingua, specialmente nel terzo superiore, dove la lingua non ha alcun contatto con il palato, è una buona base per i resti di cibo e per il tartaro batterico.
  • Tumori nella zona della bocca, del naso o della gola: il cattivo odore può essere dovuto allo staccarsi di parti di un tumore.
  • Meno salivazione (sindrome di Sjogren): una bassa salivazione favorisce l’alitosi. Le mucose si asciugano e si formano depositi batterici. Fattori come russare, la respirazione attraverso la bocca e il digiuno possono anche ridurre la salivazione, così come alcune malattie delle ghiandole di salivazione o alcuni farmaci (come i farmaci psicotropi). Di notte, la produzione di saliva di solito diminuisce bruscamente, quindi quando vi alzate la mattina notate un odore e un sapore molto più sgradevoli. Anche gli anziani soffrono spesso di meno salivazione.
Andare dal dentista per evitare l'alitosi

  • Infezioni batteriche della gola, del naso e della faringe: malattie come la sinusite, tonsillite o anche il raffreddore (rinite), potrebbero essere una delle cause dell’alitosi transitoria.
  • Malattie polmonari come la bronchite purulenta, polmonite o ascesso polmonare.
  • Scompenso metabolico nel contesto del diabete mellito o in caso di disturbi gravi dei reni e del fegato (coma epatico).
  • Avvelenamento da sostanze come fosforo, arsenico o selenio.
  • Malattie dell’apparato digerente come, per esempio, corpi estranei nell’esofago, occlusione intestinale (ileo), infezioni dello stomaco dovute al batterio Helicobacter pylori oppure dilatazioni della parete esofagea (diverticoli esofagei).
  • Protesi dentarie: protesi e ponti possono accumulare detriti alimentari. Se lasciati durante la notte, si verifica un odore sgradevole e caratteristico.
  • Farmaci: ci sono farmaci che causano xerostomia (bocca secca), come anticolinergici, antidepressivi, ecc. La saliva favorisce la pulizia della cavità orale e riduce l’odore.
  • Tabacco: il fumo provoca un alito caratteristico che può durare diversi giorni, persino dopo aver smesso.
  • Periodi di digiuno: saltare i pasti e fare una dieta ipocalorica può favorire l’alitosi.
  • Dieta: dopo l’assunzione di alcuni alimenti (cipolla, aglio) o il consumo di alcol, alcuni metaboliti possono essere assorbiti a livello intestinale, passare alla circolazione, essere metabolizzati nella mucosa e nel fegato ed essere così espulsi attraverso i polmoni.