Da cosa dipende la forza: fattori muscolari e nervosi

13 Aprile 2019
Se volete ottenere maggiori risultati, quando allenate i vostri gruppi muscolari, non perdetevi questo articolo in cui vi sveleremo da cosa dipende la forza

Molti sportivi, durante le loro sessioni di allenamento, sicuramente più di una volta si saranno posti delle domande circa la relazione tra muscoli, nervi e forza. Per sapere da cosa dipende la forza, non si può fare a meno di analizzare sia fattori muscolari che nervosi. Proprio questi sono gli elementi che si combinano per generare quell’impulso che permette di sollevare o spostare pesi o altri oggetti.

Potremo affermare che questa spinta equivale al peso massimo che una persona è in grado di sopportare per eseguire una ripetizione. Quindi, si tratta di una dato molto importante per poter pianificare un allenamento fisico. Se volete capire meglio da cosa dipende la forza, non perdetevi allora il seguente articolo.

Scoprite da cosa dipende la forza

1. Fattori muscolari

Nella generazione della forza, i muscoli intervengono in maniera cruciale, singolarmente o in gruppo. Ovviamente, quando vi domandate da cosa dipende la forza, dovete tenere a mente che anche la dimensione del muscolo è uno dei fattori che intervengono. Il suo volume, legato alla dimensione delle fibre muscolari, contribuirà a generare più forza.

Le fibre muscolari

La quantità e lo sviluppo delle fibre muscolari è un altro fattore interviene nell’aumento della forza. Questi due fattori influenzano la velocità con cui viene eseguito un determinato movimento.

Le fibre veloci contribuiscono a generare più forza di fronte a un movimento veloce, mentre quelle lente lo faranno in caso di movimenti meno rapidi. Tuttavia, quando un movimento è rapido e le fibre che lo guidano sono poche o non sono state attivate “correttamente”, la forza diminuirà. Questo è un semplice concetto che vi spiega l’importanza di scaldarsi bene, prima di allenarsi.

Anche le articolazioni influiscono

Nella generazione della forza, influisce anche la posizione delle articolazioni. A seconda dell’angolo, il muscolo può avere un grado di allungamento che favorisce l’attivazione dei ponti della miosina e dell’actina.

Ci può anche essere una trazione sull’osso che, a un certo punto, vi permetterà di generare la massima quantità di forza. Ad esempio, se volete sollevare un peso di cinque chili, la forza che dovrete generare dipenderà dalla posizione con cui lo prenderete.

Scoprite da cosa dipende la forza

La lunghezza dei muscoli

Anche la lunghezza del muscolo influenza molto. Quando si allunga del 20% in più rispetto al suo diametro a riposo, produrrà la massima tensione. Si tratta di un risultato che è ottenuto grazie all’azione della miosina sull’actina.

Tuttavia, maggiore è l’allungamento, minore è l’effetto di entrambe le proteine ​​e la capacità di produrre forza va diminuendo.

2. Fattori nervosi

Oltre ai fattori muscolari, il coinvolgimento delle unità motorie è essenziale per raggiungere la forza necessaria, adeguata allo sforzo da compiere. I motoneuroni più piccoli (e meno veloci) sono i primi ad attivarsi, quando sollevate un carico non molto pesante. Queste fibre muscolari lente, note come “fibre di tipo 1”, richiedono una minore stimolazione.

D’altra parte, accade anche che, quando il peso aumenta e viene richiesta più forza, vengono attivate anche le fibre veloci. La frequenza di stimolazione di cui hanno bisogno è ovviamente più alta.

Come evitare l’affaticamento delle fibre

Per evitare la fatica durante l’allenamento della forza, le fibre non vengono attivate contemporaneamente. Lo fanno nel momento in cui è richiesto il massimo sforzo. In effetti, alcune possono essere tenuti completamente a riposo mentre altre generano forza. Poi si scambiano di ruolo.

Allo stesso modo, è possibile ottenere che ogni unità motrice attivata generi una maggiore tensione e aumenti la forza. Per fare questo, è sufficiente aumentare la frequenza di scarica prodotta da quel nervo motore.

La coordinazione efficiente dei movimenti (detta coordinazione intermuscolare) è legata all’interazione dei muscoli agonisti e antagonisti. I primi sono quelli che si contraggono per iniziare il movimento, mentre i secondi si stirano ed allungano per consentire l’azione.

Fusi neuromuscolari

Questi sono dei recettori sensoriali all’interno del muscolo che rilevano i cambiamenti nella lunghezza del muscolo e trasmettono informazioni al sistema nervoso. La loro funzione è di rilassare il muscolo antagonista per ottenere una maggiore efficienza nel movimento di contrazione. Insomma, funzionano come una specie di “centralina” di controllo per garantire sempre la migliore prestazione possibile. Incredibile, non trovate?

Il riflesso e l’elasticità

Quando un muscolo si allunga prima di contrarsi, la forza aumenta. È ciò che è noto come la somma del riflesso miotatico e dell’elasticità muscolare.

Nel primo, un’estensione improvvisa seguita da una contrazione immediata fa sì che le fibre del fuso muscolare si stirino e stimolino la contrazione. Ciò servirà ad aumentare la forza.

Uomo allena braccia in palestra

Se parliamo di elasticità muscolare, ci riferiamo alla capacità del muscolo di recuperare l’estensione originale iniziale dopo l’allungamento. Questo allungamento porta un’energia al muscolo che, quando si contrae, libere una maggiore quantità di forza (purché il movimento sia breve).

Da cosa dipende la forza: riscaldamento, alimentazione e orario

Oltre a tutto ciò, è necessario tenere conto di alcune variabili relative a questi fattori muscolari, come la temperatura muscolare. Il riscaldamento prima di una contrazione migliora i risultati. Allo stesso modo, un muscolo affaticato ostacola una contrazione efficace e genera meno forza.

Anche l’alimentazione è essenziale per ottenere risultati migliori. Un muscolo che non riceve proteine, vitamine, minerali e idrati in maniera adeguata, difficilmente riuscirà ad allenarsi a pieno potenziale.

Concludiamo con una curiosità. Qual è il miglior orario per allenare i muscoli? Ebbene: dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 22.

  • La fuerza y el sistema muscular. Extraído de: http://www.paidotribo.com/pdfs/490/490.0.pdf
  • Antonio J. de Paz Díaz. Generalidades en el entrenamiento de la fuerza. Extraído de: https://www.rfebs.es/wp-content/uploads/GENERALIDADES-DEL-ENTRENAMIENTO-DE-LA-FUERZA.pdf