L’importanza del primo soccorso nello sport

3 Dicembre 2019
Conoscere le principali tecniche di primo soccorso nello sport può salvare una vita.

Oggi, avere una buona padronanza e conoscenza degli interventi di primo soccorso può evitare conseguenze negative quando si tratta di sport. In questo articolo, parleremo dell’importanza del primo soccorso nello sport.

Qualunque sia la disciplina sportiva praticata, è necessario tenere presente che esiste la possibilità di una serie di incidenti derivanti dai movimenti e dalle circostanze di ciascuna disciplina. Questo rischio è più elevato per le attività che si svolgono all’aperto.

Pertanto, è molto importante sapere come agire in situazioni di questo tipo. Vale la pena che ognuno di noi conosca e padroneggi una serie di nozioni elementari sul primo soccorso. Lo stesso vale per chiunque sia coinvolto in un processo sportivo, sia che si tratti di atleta o di un semplice spettatore. Vediamo insieme l’importanza del primo soccorso nello sport.

Il fattore tempo, cruciale per il primo soccorso nello sport

La velocità dell’intervento di primo soccorso è molto importante, se non fondamentale. Il fattore tempo è una delle premesse fondamentali quando si verifica una situazione simile. Infatti, un’azione rapida è in grado di ridurre le conseguenze che possono derivare dalla lesione.

Arresto cardiaco, primo soccorso nello sport

L’arresto cardiaco è piuttosto temuto nello sport: si tratta di una delle cause di morte più frequenti, poiché coinvolge una percentuale molto alta di persone in tutto il mondo.

Importanza del primo soccorso nello sport

Oggi, la pratica dell’esercizio cardiovascolare è piuttosto comune. Per tale motivo, dovremmo avere una conoscenza di base sulla RCP, ovvero la rianimazione cardiopomonare, oltre a essere consapevoli dei passi da seguire in caso di incidente.

Per ridurre i rischi, è essenziale dominare la catena di sopravvivenza. Eseguendo questa catena, le possibilità di morte si riducono notevolmente quando si verifica un’insufficienza cardiovascolare che mette in pericolo la vita di una persona.

La catena di sopravvivenza è composta da quattro anelli che devono essere rispettati se vogliamo che il risultato del nostro intervento sia positivo:

  • Chiamata al 112.
  • RCP di base.
  • Defibrillazione precoce.
  • Supporto vitale avanzato.

Pensate che la RCP precoce eseguita da qualsiasi testimone con conoscenze minime al riguardo può addirittura triplicare le possibilità di sopravvivenza della vittima di un arresto cardiaco.

Uomo con sintomi di un arresto cardiaco

È possibile ridurre il rischio quando si fa sport?

Con un intervento di primo soccorso applicato correttamente, è possibile prevenire molte situazioni fatali durante lo sport. Per fare ciò, sarebbe interessante attuare una serie di misure che ci aiuterebbero a ridurre il rischio il più possibile:

  • Corsi di formazione in primo soccorso della maggior parte della popolazione. Per essere più efficienti in questo senso, tale formazione potrebbe essere inclusa nel curriculum scolastico sin dalla tenera età.
  • Installazione di defibrillatori semiautomatici, sia in spazi chiusi che in luoghi pubblici. Il suo utilizzo è molto semplice e non è necessario avere una formazione. Inoltre, è fondamentale prima dell’arrivo del personale sanitario. Oggi i defibrillatori semiautomatici sono facili da usare come qualsiasi altro dispositivo elettronico.

In breve, è importante che chiunque abbia conoscenza delle nozioni di base di primo soccorso, poiché una risposta immediata e adeguata può aiutare a salvare una vita. Non dimentichiamoci che stiamo parlando della nostra salute, per cui vale la pena intervenire in tempo!

  • Cruz Roja (2007) Manual de primeros auxilios. Editado por Pearson Educación.
  • Lago, J. (2018). La enseñanza de los primeros auxilios en educación física: revisión sistemática acerca de los materiales para su implementación.
  • Miró, O., Díaz, N. (2012). Revisión de las iniciativas llevadas a cabo en España para implementar la enseñanza de la reanimación cardiopulmonar básica en las escuelas. An. Sist. Sanit. Navarra. 35(3): 477-486.
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