Qual è l’ora migliore per consumare i carboidrati?

12 agosto 2018
Quello di cui dobbiamo tenere conto quando consumiamo i carboidrati è che dovremmo alternarli fra i pasti, per evitare un'ingestione continua.

Da un po’ di anni a questa parte si è diffusa l’idea che i carboidrati sono il vero nemico, uno dei gruppi alimentari al quale dobbiamo stare attenti se vogliamo perdere peso o mantenerci in forma.

Non in vano, li si accusa di essere i responsabili dell’aumento di peso, nonostante molti nutrizionisti in tutto il mondo ritengano che questa affermazione sia un’esagerazione, purché vengano consumati al momento giusto.

Nonostante questa idea non sia del tutto sbagliata, non si devono comunque eliminare i carboidrati dalla nostra dieta, dal momento che svolgono una funzione primaria per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Se siete frequentatori della palestra o seguaci delle diete, avrete osservato come recentemente siano ormai prevalenti le diete a basso contenuto di carboidrati, che si basano sulla credenza per la quale mangiare alimenti come pane bianco, riso o pasta, che inoltre contengono zucchero, sia deleterio per la silhouette.

Qual è il ragionamento alla base di queste diete? Che se consumate tanti carboidrati e zuccheri, specialmente quelli a basso contenuto di fibre, che sono più difficili da assorbire dall’organismo, aumenterà il livello di glucosio nel sangue.

A meno che tutto questo glucosio non lo bruciamo con l’esercizio fisico, il pancreas produrrà una maggiore quantità dell’ormone dell’insulina per cercare di abbassare il glucosio a un livello normale e che verrà immagazzinato come grasso a causa dell’eccesso di zucchero dei carboidrati.

Questo aumento di grasso, soprattutto se si tratta di grasso viscerale nell’addome, comporta un maggior rischio di sviluppare problemi per la salute (come ad esempio il diabete di tipo 2)

Ma quindi, qual è l’ora migliore per consumare i carboidrati?

I carboidrati

L’obiettivo di avere un ventre piatto e dei six pack definiti, di solito si traduce nell’idea di consumare una colazione rinforzata, un pranzo leggero e per ultimo, una cena con tante verdure, in modo da inserire il consumo di carboidrati nelle ore in cui ci muoviamo di più.

D’accordo con la nutrizionista Lisa Mokowitz, in generale, la cosa migliore sarebbe concedere un maggior peso ai carboidrati nei momenti di maggiore attività durante la giornata. Che logicamente si verifica al mattino.

Cosa significa? Che la pasta, il pane e i cerali, forse non sono la cena più appropriata se vogliamo dimagrire.

L’uso principale che il nostro corpo fa di questi nutrienti è impiegarli come combustibile per avere più energia durante il giorno; se invece li consumiamo prima di andare a dormire, la cosa più probabile è che si accumulino nel nostro addome. Tutto questo in teoria, ma è così in pratica?

Un esperimento

Con l’obiettivo di verificare tutto questo, il dottor Adam Collins, dell’Università del Surrey, in Inghilterra -in collaborazione con la BBC- ha realizzato un piccolo esperimento:

Ha reclutato dei volontari in ottimo stato di salute per studiare le diverse risposte dell’organismo al consumo di carboidrati in ore diverse della giornata.

L’obiettivo secondario dello studio era verificare se il loro organismo poteva adattarsi a questi cambiamenti con il passare del tempo. Come punto di partenza, tutti i volontari dovevano consumare una quantità fissa di carboidrati al giorno, sotto forma di alimenti come pane o pasta.

I primi cinque giorni dell’esperimento, questi alimenti dovevano essere ingeriti principalmente a colazione e riservare solo una piccola parte per la sera.

Nei successivi cinque giorni, dovevano invece tornare alla loro dieta abituale -generalmente mangiando carboidrati a mezzogiorno -prima di passare a un regime invertito: pochi carboidrati a colazione e la maggior parte a cena, per la durata di altri cinque giorni. Durante tutto il periodo, il Dr. Collins, ha supervisionato i livelli di glucosio nel sangue dei volontari.

I risultati: una sorpresa

Cosa si è scoperto con i risultati? C’è stato un vincitore, però non quello che tutti si aspettavano. Durante le analisi del sangue dei volontari, dopo il periodo della colazione con molti carboidrati e cena leggera, hanno riscontrato una media di glucosio nel sangue di 15,9 unità. Risultato standard che coincideva con le aspettative.

Ma con la rilevazione del periodo successivo, dei cinque giorni di dieta invertita, hanno riscontrato che la media di glucosio nel sangue si era abbassata fino alle 10,4 unità; cifra molto più bassa delle aspettative.

Donna mangia pizza

Quale potrebbe essere la spiegazione?

Ciò che realmente importa non è tanto il momento della giornata nel quale si consumano i carboidrati quanto la durata del periodo di astinenza prima del loro consumo.

Se lasciamo passare un periodo di tempo abbastanza lungo prima di un pasto a base di carboidrati, il nostro corpo sarà maggiormente in grado di processarli.

Questo succede naturalmente al mattino a causa dello stato di “digiuno” dovuto alla notte di sonno, però questo studio conclude che si ottengono effetti simili anche se digiuniamo durante tutto il giorno e lasciamo i carboidrati alla sera.

Dopo diversi giorni di colazioni a basso contenuto di carboidrati e cene ricche di queste sostanze, il nostro corpo finisce per abituarsi rispondendo meglio alla loro metabolizzazione dopo una cena carica di carboidrati.

Tenendo conto dei risultati, Collins raccomanda di non preoccuparsi troppo dell’ora del giorno in cui consumiamo i carboidrati, sempre che manteniamo delle abitudini fisse e non ci rimpinziamo con queste sostanze durante tutti pasti della giornata.

Sembra che la chiave stia nel mantenere degli alti e bassi: se abbiamo consumato molti carboidrati la notte prima, sarebbe consigliabile minimizzarli il mattino seguente. Così come, se facciamo una colazione a base di pane tostato al mattino, sarebbe opportuno saltare la pasta a cena.

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