Pau Gasol: un’analisi sullo stile di gioco

· 1 Marzo 2019
Pau Gasol è stato scelto come miglior giocatore del campionato nella XXXVI edizione del Campionato Europeo di Basket maschile

Pau Gasol è considerato il giocatore più bravo nella storia del basket spagnolo. Senza dubbio è un atleta eccezionale che, grazie ai duri allenamenti e al miglioramento della tecnica durante le partite, è riuscito ad impressionare tutti, sia dentro che fuori dal campo.

Sin dai tempi della la sua prima partita in Spagna, a soli 16 anni nella squadra del FC Barcelona, si notarono le potenzialità di cui era dotato. Non ha impiegato molto tempo a passare nel NBA, ottenendo il numero 3 per il Draft dell’anno 2001.

Nelle stagioni 2002 e 2003 Pau non ha perso nessuna partita ed è stato l’unico dei Grizzlies a giocare per tutte le partite. Anche se quello non fu l’anno migliore, le cose migliorarono l’anno successivo.

Da allora è stato sei volte All-Star, top player a Memphis fino al 2008, due volte campione NBA con i Los Angeles Lakers e, ultimo ma non meno importante, giocatore chiave con i Chicago Bulls.

Made in Barcellona

pao gasol spurs
Foto. Per gentile concessione di El País.

Attualmente è allenato da Greg Popovich nei San Antonio Spurs che, probabilmente, saranno la sua ultima squadra nel NBA. Dopo tanti anni di carriera non dobbiamo meravigliarci se la sua maniera di giocare ha avuto un’evoluzione, ma la sua, a differenza di altri, è stata eccezionale.

Perché viene definito un giocatore eccezionale? In genere, dopo un po’ di tempo, a causa dell’età e dell’altezza, in giocatori tendono ad avere un “crollo” fisico che influisce sul gioco e sul rendimento in campo. Nel caso di Gasol questo non è accaduto. Si tratta di un fatto molto notevole, specialmente se si pensa che il basket è considerato uno degli sport in cui è più facile infortunarsi.

Un tiro da fuori area di qualità

Col passare delle stagioni sportive, Pau gasol ha migliorato la qualità dei suoi tiri fino ad essere rispettato proprio per i suoi tiri da fuori area. Questo è quello che dice di lui Aito García Reneses:

“[…] senza essere un tiratore straordinario, ha l’intelligenza per sapere quando tirare […]”.

Questo fatto, sommato ad una attenta lettura del gioco – che è una delle sue principali qualità – e al miglioramento del tiro dalla media e lunga distanza, lo rende un giocatore completo. Nelle due stagioni passate a Chicago, Pau riusciva a mettere a segno rispettivamente il 46,2% e il 34,8% dei suoi tiri.

Il suo ruolo come playmaker

Questa “nuova” capacità di segnare da qualsiasi posizione del campo, associata all’intelligenza con la quale Pau Gasol creava situazioni di tiro per i compagni, è dimostrata dalla media di 32 assist a partita che ha avuto durante la sua carriera.

La capacità di creare gioco sembra essere congenita ed appartenere al DNA di Pau. Sembra che abbia le stesse doti anche il fratello Marc che ha raggiunto e, a volte, superato i numeri del fratello.

Sacrificio in difesa

L’impegno che bisogna mettere nel difendere il proprio canestro è qualcosa che non può essere negoziato nelle squadre allenate da Popovich. Questo allenatore lo inculca ai suoi giocatori sin dall’inizio: se giocate negli Spurs dovete difendere!

Questa filosofia difensiva è ampiamente condivisa dal pivot spagnolo che ha migliorato notevolmente le capacità difensive personali e della squadra.

Questo miglioramento ha raggiunto il massimo durante la prima stagione a Chicago dove Pau ha dato il meglio di sé nella fase difensiva con una media di 11,8 palle intercettate e due stoppate a partita.

Pau Gasol: un vincitore instancabile

I traguardi ottenuti da Pau Gasol nella sua carriera sportiva sono innumerevoli, sia a livello nazionale che internazionale: secondo giocatore spagnolo nel NBA, primo a giocare un ALL-STAR GAME (2006), classificarsi per i playoff (Memphis 2004) e vincere il campionato NBA con i Los Angeles Lakers nel 2009 e nel 2010.

È stato inoltre il miglior giocatore dei Memphis per quanto riguarda: i punti totali segnati, le partite giocate, i minuti giocati, i tiri dal campo tentati e realizzati, i tiri liberi tentati e realizzati, i rimbalzi in attacco e in difesa, i rimbalzi totali, le stoppate, il recupero delle palle perse, due volte terzo quintetto del NBA (2009 e 2010) e due volte secondo miglior quintetto (2011 e 2015).

gasol all star game
Foto. Per gentile concessione di RTVE.

Inoltre, è uno dei quattro unici giocatori nella storia del NBA, insieme a Kareem Abdul-Jabbar, Tim Duncan e Kevin Garnett (fantastici atleti!), con almeno 20.000 punti, 10.000 rimbalzi, 3.500 assist e 1.800 stoppate accumulati durante la stagione regolare.

Nonostante tutti i traguardi raggiunti, sembra che Pau Gasol non abbia perso la voglia di vincere e di migliorarsi giorno dopo giorno.

Certo, non lo vedremo più ai livelli di quando giocava con i Los Angeles Lakers o quando segnava 40 punti alla Francia in una finale dell’Eurobasket. Fortunatamente, manca ancora molto prima di salutare il grande Pau. Fino ad allora potremo ancora goderci le sue entusiasmanti giocate.