10 segreti per allenare i bambini

28 Settembre 2019
Vi siete mai chiesti come nascono le stelle dello sport mondiale? La risposta risiede nelle fasi della loro infanzia e della loro gioventù e nell'impegno dedicatogli dai loro allenatori. Allenare i bambini è un compito bellissimo ma anche difficile.

Allenare dei bambini richiede un insieme di regole e criteri ben definiti. Nell’ambito sportivo, l’allenatore è prima di tutto un educatore e pertanto il suo compito è molto complesso. Lo sport è un momento di partecipazione sociale, in cui i bambini interiorizzano le norme di comportamento che li aiutano a relazionarsi con gli altri e a cooperare.

I bambini vivono lo sport con molto entusiasmo, e questo è molto importante per il loro sviluppo cognitivo e sociale. Pertanto, oltre ad insegnare i fondamenti basilari dello sport, l’allenatore diventa il loro punto di riferimento anche in altri ambiti come ad esempio il piano psicologico.

Di conseguenza, all’allenatore toccherà fornire anche delle linee guida che permettano un salutare sviluppo. Di seguito vedremo nel dettaglio quali sono gli aspetti essenziali che contraddistinguono la ‘missione’ degli allenatori sportivi che si occupano della formazione dei piccoli sportivi.

10 segreti per allenare i bambini

Come detto in precedenza, oltre all’esercizio fisico, è bene che l’allenatore insegni una serie di regole affinché il gruppo sia dinamico. È consigliabile -oltre che efficace- essere chiari sin dal principio per quanto riguarda le regole, e soprattutto è bene sottolineare il carattere ludico dello sport.

1. Lavoro di squadra

Questo atteggiamento aiuta a potenziare il funzionamento del gruppo. Nei bambini dai 5 ai 10 anni sono ancora presenti atteggiamenti individualisti, dato che hanno appena iniziato ad imparare le prime norme sociali. Sottolineare l’importanza del gruppo può facilitare la comunicazione tra i membri della squadra.

2. Competitività e coraggio

Questo principio può essere adattato a qualsiasi sport. Spesso l’audacia è legata alla competizione. La competitività è un sentimento positivo, a patto che sia accompagnata da altri sentimenti più nobili poiché la sola competitività non può essere alla base della motivazione di un atleta.

3. Sana competizione, un principio essenziale per allenare i bambini

Questo  concetto è strettamente legato al precedente. La competitività e l’audacia devono sempre avere una componente di rispetto e fratellanza con l’avversario. Cercare di superare l’altro va bene, ma la cooperazione e la lealtà non devono mai mancare.

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4. Comunicazione

Sarebbe impensabile allenare dei bambini senza una buona dose di comunicazione. Specialmente nel momento della competizione, spesso i bambini provano vergogna e non riescono a parlare con i rivali o addirittura neanche con i compagni di squadra per cui l’allenatore è costretto a mediare.

5. Comportamento esemplare

La cordialità e una buona immagine sono fondamentali per una squadra di qualsiasi sport. È necessario insegnare ai bambini che devono trattare gli altri esattamente come vorrebbero essere trattati loro.

“Chi ha spirito sportivo vince senza competere.” (Anonimo)

6. Rispetto per gli adulti

Un’altra cosa fondamentale da insegnare ai piccoli sportivi è il rispetto per chi è più grande di loro affinché riescano a comprendere appieno la divisione dei ruoli fondamentale nello sport. In particolare, è importate insistere sul portare rispetto agli arbitri, in quanto questa figura è fondamentale nel mondo dello sport.

7. Responsabilità, un insegnamento che non può mancare nell’allenamento dei bambini

Oltre ad accrescere il senso di appartenenza alla squadra è importante promuovere il senso di responsabilità. Spesso sono gli allenatori a mettere in ordine la palestra e a raccogliere tutti gli attrezzi alla fine della lezione. Tuttavia è importante che anche i bambini si occupino di questo ed altri compiti in maniera attiva.

8. Sforzo e impegno

In genere, i bambini sono sempre alla ricerca di una ricompensa immediata, ma sta all’allenatore trasmettere il valore dello sforzo e della costanza per raggiungere gli obiettivi. Ciò è fondamentale per la motivazione dei bambini, devono capire che le vittorie sono il frutto del lavoro svolto giorno per giorno.

7. Sportività

Si tratta di un altro pilastro fondamentale  che si adatta a qualsiasi sport. Le attività sportive non devono rappresentare né una punizione né un supplizio per i bambini. Lo spazio in cui si pratica lo sport deve trasmettere l’idea che lo sport sia associato a sensazioni positive.

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10. La presenza del pubblico, altra componente fondamentale per allenare i bambini

L’ultimo di questi 10 fondamenti dell’allenamento nei bambini può essere riassunto nella frase pronunciata dal famoso calciatore Uruguayano Obdulio Varela durante la finale del Mondiale in Brasile del 1950 nei minuti precedenti la partita di fronte ad un pubblico in visibilio: ” Los de afuera son de palo” a voler significare che bisogna giocare come se il pubblico non esistesse. Questa frase è usata da allora come messaggio motivazionale.

Purtroppo al giorno d’oggi il comportamento del pubblico durante le partite è tutt’altro che esemplare. I genitori e gli allenatori non fanno sì che si crei un bel clima e ciò finisce per influire sulla performance dei bambini. Per questo, una frase come quella di Varela cerca di trasformare una situazione negativa in un punto di forza.

Capita spesso di criticare alcuni comportamenti non proprio esemplari di atleti professionisti, ma piuttosto bisognerebbe chiedersi da dove nascono quei comportamenti. Un clima eccessivamente competitivo e lontano dai più basilari valori di cooperazione sono spesso la risposta.

Affinché tutto ciò cambi è necessario educare le nuove generazioni seguendo una rotta diversa, che promuova la sana competizione senza trascurare i valori di cooperazione e sportività. Il cambiamento deve partire da tutti!

 

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