Come si contrae la toxoplasmosi in gravidanza?

8 Febbraio 2019
In genere la toxoplasmosi causa infezioni lievi e asintomatiche. In alcuni casi può causare infezioni mortali per il feto e provocare gravi conseguenze nelle persone con un sistema immunitario debole

La toxoplasmosi è una malattia causata da un parassita e, contrariamente a quanto si crede, non si diffonde solamente attraverso i gatti. Può essere presa a qualsiasi età, ma quando si è in gravidanza è bene aumentare le misure preventive. Troverete ulteriori informazioni sulla toxoplasmosi leggendo questo articolo.

Cos’è la toxoplasmosi?

Iniziamo col definire questa malattia: è causata da un parassita chiamato Toxoplasma gondii, un protozoo che, in breve tempo, ha la capacità di espandersi nelle cellule dell’organismo ospitante.

È considerata una zoonosi, cioè una malattia che si trasmette dagli animali all’uomo. I principali ospiti del virus sono i gatti e altri sei felini selvatici.

toxoplasmosi felini

Non tutti i gatti hanno la toxoplasmosi. Affinché avvenga il contagio il gatto deve essere infetto. Gli animali domestici che rimangono in casa e mangiano cibo cotto o croccantini e che non entrano in contatto con altri gatti, non possono sviluppare la malattia.

Al contrario, se un gatto esce di casa, caccia uccelli o topi (e li mangia), viene nutrito con carne cruda o combatte con un altro animale, può essere facilmente infettato. Quando questo si verifica, la fase di incubazione del parassita dura fino a 20 giorni. Nel mese successivo lo libererà attraverso le feci.

Affinché questo sia contagioso è necessario che passino dalle 24 alle 48 ore a contatto con l’ambiente esterno. Un’ottima precauzione è quella di pulire la lettiera una o due volte al giorno indossando dei guanti e lavandosi bene le mani.

Un altro modo per contrarre la toxoplasmosi è mangiare carne cruda o poco cotta (cucinata a meno di 76°C), latte non pastorizzato o acqua contaminata.

La toxoplasmosi in gravidanza: rischio di infezione

Anche se tutti noi possiamo prendere questo parassita, il principale gruppo a rischio sono le donne in gravidanza. Può provocare aborti spontanei o lesioni al feto in via di sviluppo.

La toxoplasmosi, nella maggior parte dei casi, non presenta sintomi evidenti. Si può manifestare anche tre settimane dopo dal contatto con delle feci infette o della carne cruda.

controllo medico

Può causare un’infiammazione delle ghiandole linfatiche (collo), mal di gola o dolori muscolari, senso di affaticamento e febbre. Può essere confusa con un’influenza, un’allergia, un raffreddore o anche con i sintomi tipici della gravidanza.

Durante il primo trimestre di gravidanza, il parassita può attraversare la placenta e passare al feto causando un’infezione. Questo provoca sofferenza neurogena, alterazioni neonatali, idrocefalia, convulsioni, cisti nella retina (che causano malattie agli occhi in futuro) o emorragie.

Sebbene la percentuale di donne affette da toxoplasmosi in gravidanza sia bassa e le infezioni fetali siano ancora inferiori, non vanno ignorate alcune importanti misure di prevenzione. Prima di iniziare una gravidanza, vi consigliamo di eseguire un esame del sangue che includa il Toxo-test.

Se dovesse risultare positivo, significa che avete già avuto questa malattia in passato e che ne siete immuni (non la avrete di nuovo). Se invece è negativo, dovrete:

  • Evitare l’assunzione di carni poco cotte e di insaccati.
  • Consumare alimenti di origine animale solamente se cucinati ad alte temperature.
  • Lavare la frutta e la verdura con la massima attenzione, ad esempio usando del bicarbonato.
  • Portare il gatto dal veterinario per un controllo, dargli da mangiare solamente croccantini o cibo ben cotto, impedirgli di uscire di casa.
  • Non entrare in contatto con gatti randagi e non adottare nuovi animali domestici.
  • Pulire tutti i giorni la lettiera del vostro animale domestico usando i guanti e tenendo le finestre aperte.
  • Eseguire tutti i controlli medici necessari durante la gravidanza.  
  • Se contraete la toxoplasmosi in gravidanza, sappiate che il trattamento include antibiotici specifici che dovrete farvi prescrivere dal vostro ginecologo.